Verso casa!
Il viaggio è terminato e oggi ripartiamo verso casa. Abbiamo fatto un’esperienza molto intensa e siamo contenti di averla condivisa con voi attraverso il blog. Abbiamo raccontato alcune biografie di internati, partendo da quelle a noi più vicine, quella di Gioacchino Virga e di Vittorio Vialli,. Abbiamo ascoltato il racconto di quella vicenda direttamente dalla voce di alcuni protagonisti come Claudio Sommaruga e Riccardo Marchese che ringraziamo tantissimo. Siamo grati a tutti coloro che hanno partecipato contribuendo con le biografie dei loro cari che abbiamo inserito in questi giorni: Giorgio Raffaelli, Alberto Trionfi, Leone Pancaldi, Giuseppe Novello, Paolo Orsini, Domenico Oprandi, Giuseppe Corica, Alessandro Natta, Ettore Ponzi. Ringraziamo tutte le persone che hanno seguito il blog in questi giorni e tutti quelli che hanno lasciato un commento. Quelli che ci hanno sopportato e supportato in questo periodo: Tullio, Vittoria, Elena, Preto e la gatta. Per il loro contributo e la loro disponibilità: Luca Alessandrini, Mariarosa Pancaldi, Marco Palmieri, Francesco Orsini, Santo Peli, Pierre Sorlin, Luisa Cigognetti, Adriano Bertolini, Fabio Bianchini Pepegna, Paola Pallottino, Gloria Corica e Pino Cacucci, Luisa Raffaelli, Osvaldo Carraro, Museo dell’Internamento di Padova, Maria Trionfi, Ambrogio Ponzi, associazione Viaterrea, Stefano Caccialupi, ANEI Roma, Rolf Keller, Hinrich Baumann, Martina Wagemann, Hans-Christian Täubrich, Karl Einz Buch, Elena Cenzato, Andrea Galdi, Nicol Lavinia Lundari, Maria Luisa Traldi, Ottavio Terranova ANPI Palermo, Sandra Sisofo, Mirco Dondi, Associazione radioamatori – Radio Caterina, Andrea Plazzi, Magda Indiveri Voce del verbo insegnare, Adcom Bologna, Antonio Piro, Andrea Di Betta, Michael Leimer, Sara Menafra, Pasqualina Mercurio, Paolo Parisi, Studio Ram. Sperando di non aver dimenticato nessuno grazie a tutti. Il blog continuerà ad essere aggiornato, nei prossimi giorni metteremo le foto, i disegni e i video dell’ultima giornata, quella dello stalag XB. Invitiamo tutti coloro che ci hanno scritto, a imviarci le biografie da inserire e a collaborare lla realizzazione di questo progetto che è aperto a tutti. Il materiale raccolto diventerà un video documentario e in sito tematico con ulteriori approfondimenti.




aprile 30th, 2010 at 18:00
a quale indirizzo dobbiamo mandare le biografie?Grazie
Maria Letizia Bazzoffi
aprile 30th, 2010 at 18:11
Ciao, l’ideale sarebbe averle per mail con almeno una foto. Dalla prossima settimana, appena saremo rientrati daremo maggiori informazioni per le biografie e a chiunque abbia voglia di collaborare a questo progetto.
aprile 30th, 2010 at 21:06
Avete fatto un lavoro meraviglioso e strepitoso! Il materiale che ci avete fornito è stato veramente tanto e interessantissimo, sia dal punto di visto storico che dal punto di vista emozionale ! E’ stato difficile seguirvi, almeno per me che vi ho dovuto dividere con gli impegni di lavoro e familiari. Comunque spero di poter approfondire il tutto tra sabato e domenica. Che dirvi, mi mancheranno questi appuntamenti serali con voi e spero che possiate farne di altri, interessanti come questo. Un grosso bacio e un grazie di cuore. Ines
aprile 30th, 2010 at 22:17
Dopo mia sorella mi permetto anch’io una testimonianza: mio padre, Loris Barbieri, è stato prigioniero a Sandbostel (oltre che in altri campi). Fin da quando ero piccola mi raccontava della vita da internato e mi mostrava i disegni e gli scritti suoi e dei suoi compagni. Mi piaceva soprattutto guardare i disegni di Guareschi, che si firmava con una G che imitava un profilo con i baffi! La mia idea di bambina era che questi signori si divertissero un mondo! Cantavano, recitavano, dipingevano, scrivevano, erano uomini veri! Quegli ufficiali sono stati per me dei miti, uomini che non hanno mai smesso di dire io in un luogo in cui tutto favoriva il contrario. Quando è nata la figlia di Guareschi, Carlotta (mentre lui era nel lager), lui scrisse, insieme al maestro Coppola, una canzoncina allegra “La Carlottina”, che divenne l’inno del campo: tutti i prigionieri avevano adottato la neonata, segno della vita che testardamente si afferma. “Non muoio neanche se mi ammazzano!”, la frase coniata da Giovannino quando gli giunse la notizia che la Carlottina aveva imparato a dire no, divenne il grido del cuore di tutti i prigionieri che lo dicevano, in italiano, a guardie tedesche ignare e stupite della carica di quegli italiani.Solo crescendo, anche attraverso le foto di Vialli,ho compreso fino in fondo la tragedia che mio babbo aveva attraversato. Recentemente sono venuta in possesso di un libro sull’opera del pittore Alberto Tira, di Cremona, internato anche lui con i nostri padri: alcuni suoi disegni realizzati nel lager rappresentano i medesimi scorci fotografati da Vialli! Cercherò il figlio per metterlo al corrente del vostro progetto.Grazie di questa iniziativa,aspetto vostre indicazioni per inviare biografia di mio babbo e contributi per il progetto.
Sono convinta che sia indispensabile conservare la memoria di questi uomini e trasmetterla alle generazioni future