<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>8 settembre 1943 &#187; Biografie</title>
	<atom:link href="http://www.8settembre1943.info/category/bio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.8settembre1943.info</link>
	<description>Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario</description>
	<lastBuildDate>Sun, 05 Feb 2012 13:04:36 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.8.4</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Egisto Gentili</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2011/10/egisto-gentili/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2011/10/egisto-gentili/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 17:46:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=1057</guid>
		<description><![CDATA[Il soldato Gentili Egisto nasce a Cesena il 13 Marzo 1921.
Con lo scoppio della guerra viene arruolato come motociclista ed inviato dapprima a Trieste e poi, nel 1942, in Jugoslavia dove si trova coinvolto nelle vicende dell’8 settembre 1943.
In seguito alla firma dell’armistizio, l’11 settembre 1943 viene condotto a tradimento assieme ai compagni a Pola.
Disarmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1060" href="http://www.8settembre1943.info/2011/10/egisto-gentili/gentili/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1060" title="Gentili" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2011/10/Gentili-225x300.jpg" alt="Gentili" width="225" height="300" /></a>Il soldato Gentili Egisto nasce a Cesena il 13 Marzo 1921.<br />
Con lo scoppio della guerra viene arruolato come motociclista ed inviato dapprima a Trieste e poi, nel 1942, in Jugoslavia dove si trova coinvolto nelle vicende dell’8 settembre 1943.<br />
In seguito alla firma dell’armistizio, l’11 settembre 1943 viene condotto a tradimento assieme ai compagni a Pola.<br />
Disarmato e trasportato in vagoni piombati partiti da Venezia alla volta dei confini con la Lituania comincia la sua vita da internato nelle baracche e nelle fabbriche al servizio del III Reich in Polonia.<br />
Liberato dall’esercito Russo nell’ottobre 1945, sopravvissuto malamente all’internamento, nel Novembre 1945 rientra in Patria dove riabbraccia la famiglia e comincia una nuova vita da uomo libero.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c1L5fMYBFTw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/c1L5fMYBFTw?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2011/10/egisto-gentili/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elvio Bottalico</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2011/10/elvio-bottalico/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2011/10/elvio-bottalico/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 17:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=1046</guid>
		<description><![CDATA[Il Tenente Elvio Bottalico nasce a Bari il 1° Gennaio 1917.
Destinato in Grecia, l’8 settembre 1943 si trova a Corfù dove, appreso dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le truppe alleate, viene subito disarmato dall’esercito tedesco e tradotto assieme ai compagni nelle terre del Reich.
Qui inizia la sua odissea di internato nei campi destinati agli Ufficiali. Resterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1050" href="http://www.8settembre1943.info/2011/10/elvio-bottalico/bottalico/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1050" title="Bottalico" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2011/10/Bottalico-206x300.jpg" alt="Bottalico" width="206" height="300" /></a>Il Tenente Elvio Bottalico nasce a Bari il 1° Gennaio 1917.<br />
Destinato in Grecia, l’8 settembre 1943 si trova a Corfù dove, appreso dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le truppe alleate, viene subito disarmato dall’esercito tedesco e tradotto assieme ai compagni nelle terre del Reich.<br />
Qui inizia la sua odissea di internato nei campi destinati agli Ufficiali. Resterà fedele, non prestando alcuna collaborazione con le autorità tedesche,  al giuramento prestato, sino all’Agosto 1945, allorquando verrà liberato dagli Alleati dal campo di Wietzendorf- Oflag 83.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/P67M5RVHpVA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/P67M5RVHpVA?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2011/10/elvio-bottalico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nino Romano</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2011/01/nino-romano/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2011/01/nino-romano/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2011 17:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=869</guid>
		<description><![CDATA[Nino Romano è nato a Palermo il 12 aprile 1922  e morto il 15 febbraio 2009. Questa è &#8220;UNA STORIA COME TANTE (di una gioventù cancellata dalla guerra)&#8221;. Questo è il titolo di un libro che raccoglie la vicenda di Nino Romano anch&#8217;egli Internato Militare Italiano, di seguito una breve introduzione.
&#8220;Provate a immaginare di avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_872" class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2011/01/NinoRomano.jpg"><img class="size-medium wp-image-872 " title="NinoRomano" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2011/01/NinoRomano-214x300.jpg" alt="Nella copertina del libro il documento di identità per i prigionieri italiani, realizzato dai nazisti." width="214" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Nella copertina del libro il documento di identità per i prigionieri italiani.</p></div>
<p>Nino Romano è nato a Palermo il 12 aprile 1922  e morto il 15 febbraio 2009. Questa è &#8220;<strong>UNA STORIA COME TANTE</strong> (di una gioventù cancellata dalla guerra)&#8221;. Questo è il titolo di un libro che raccoglie la vicenda di Nino Romano anch&#8217;egli Internato Militare Italiano, di seguito una breve introduzione.<br />
&#8220;Provate a immaginare di avere diciannove o vent’anni, di sognare ancora a occhi aperti le cose belle che desiderate ardentemente si realizzino nel corso della vostra vita, piccole grandi cose : una casa, un lavoro, magari di sposarvi con la bella ragazza che avete conociuto ieri alla festa e di cui vi siete già  segretamente innamorati. Provate a immaginare poi una notizia sui giornali : la guerra, e poi una lettera, la partenza con un treno accompagnato da una grottesca fanfara militare, la trincea, lo scoppio di una bomba, l’amico con cui avete parlato un attimo prima dilaniato per terra, il nemico e voi stesso che, di lì a poco, rischiate di fare la stessa fine; tutto questo vi sta accadendo a soli diciannove anni, senza sapere come e perché, tutto questo è accaduto e accade ancora oggi a milioni di ragazzi, ragazze, bambini e bambine in diverse parti del mondo!<br />
Una angosciante e angosciosa realtà vissuta pure da Nino Romano, appassionato autore di  un libro di memorie che ripercorrono la vicenda di un giovane contadino palermitano, dalla chiamata alle armi avvenuta il 17 Settembre del 1941 alla detenzione nel lager nazista di Groditz, vicino alla cittadina di Grossenhain (Dresda), fino alla liberazione ad opera dei russi e al ritorno a casa nell’autunno del 1946.<br />
Dopo le note vicende storiche conseguenti alla caduta del fascismo, avvenuta il 25 Luglio 1943, e alla rottura dell’alleanza con la Germania, le unità militari tedesche disarmarono in poche settimane le 18 divisioni italiane che si trovavano nell’Italia del nord e le 38 divisioni che erano ripartite tra l’Italia del nord e i Balcani, dove si trovava Nino Romano.<br />
I soldati italiani che non passarono dalla parte dei nazisti, praticamente la maggioranza, quando non riuscirono a scappare, furono deportati in Germania dove vennero internati come prigionieri di guerra. Essi furono, secondo lo storico Renzo De Felice, più di 800.000. I nostri militari lì subirono ogni sorta di umiliazione: vennero disprezzati dai tedeschi in quanto considerati “traditori”, malnutriti, spesso bastonati e sottoposti a pesantissimi e massacranti turni di lavoro. Già nella primavera del 1944  circa un quarto degli I.M.I. (internati militari italiani) era morto per denutrizione!<br />
Questo quadro riteniamo sia sufficiente a delineare, anche se per sommi capi, il dramma vissuto da questi ragazzi.<br />
Al loro ritorno molti preferirono il silenzio, forse per rimuovere o esorcizzare quanto gli era accaduto, altri si arresero all’indifferenza di tanta gente che voleva solo dimenticare al più presto il terribile ricordo della guerra, altri ancora, e furono alcune centinaia, decisero, come Nino Romano, di raccontare nelle forme più svariate la loro vicenda, attraverso gior-<br />
nali, documentari televisivi e cinematografici, canzoni etc.  Tra questi alcuni nomi anche illustri come quelli di Giovanni Guareschi o Giovanni Ansaldo. Nino Romano concludeva  le sue memorie chiedendosi se lo Stato, da cui non aveva avuto niente, non gli dovesse  qualcosa per i cinque anni di guerra e prigionia a causa dei quali  il suo fisico aveva risentito permanentemente delle privazioni e delle sofferenze subite. Egli è morto all’età di 86 anni con questo rammarico!<br />
Solo il 27 Gennaio 2011, a distanza di quasi due anni dalla morte, nel  corso delle celebrazioni relative alla  “giornata della memoria”, è stata consegnata alla vedova una “medaglia d’onore”, recentemente istituita dallo Stato con colpevole ritardo in ricordo di tutti  gli ex Internati Militari Italiani in Germania della seconda guerra mondiale.&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2011/01/nino-romano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bottignole Giovanni</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 05:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=849</guid>
		<description><![CDATA[
Nato 	a Fonzaso (BL) il 15 febbraio del 1923, si arruolò volontario al 	CREM il 22 gennaio del 1940. Servizio di Leva presso la Brigata 	Alpina Julia, 7° Reggimento Battaglione Feltre con il grado di 	Caporale Maggiore.
Fu 	internato il 9 settembre del 1943 a Chiusa D&#8217;Isarco, il giorno 	successivo alla dichiarazione di armistizio tra l&#8217;Italia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/p_708_535_BBDC1C0C-DBBA-4AA0-9B44-A05AFB7D12CA.jpeg"><img class="alignnone size-small" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/p_708_535_BBDC1C0C-DBBA-4AA0-9B44-A05AFB7D12CA.jpeg" alt="" width="290" height="384" /></a></p>
<div><span style="font-family: 'Times New Roman', -webkit-fantasy; font-size: large;">Nato 	a Fonzaso (BL) il 15 febbraio del 1923, si arruolò volontario al 	CREM il 22 gennaio del 1940. Servizio di Leva presso la Brigata 	Alpina Julia, 7° Reggimento Battaglione Feltre con il grado di 	Caporale Maggiore.</span></div>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman', fantasy; font-size: large;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Fu 	internato il 9 settembre del 1943 a Chiusa D&#8217;Isarco, il giorno 	successivo alla dichiarazione di armistizio tra l&#8217;Italia e gli 	alleati. Gli fu assegnata la </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>matricola 	di IMI n° 160964. </strong></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">I 	lager dove venne tenuto prigioniero furono lo </span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>STALAG 	K.d.0.387, </strong></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">poi</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">lo</span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong> </strong></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>STALAG 	K.d.0.1304</strong></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;"> e infine lo </span></span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong>STALAG 	K.d.0.1551.</strong></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman', fantasy; font-size: large;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-weight: normal; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;">Venne 	liberato insieme agli altri prigionieri il 9 luglio del 1945 e 	rimpatriato il 21 agosto del 1945. Con se aveva il passaporto 	tedesco da Internato n° </span></span><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">29340 	del 10 febbraio 1945.  Da una sua lettera leggiamo “Mamma cara 	prima cosa voglio rassicurarti sul mio ottimo stato di salute, dico 	ottimo perché sto proprio bene, lavoro in una fabbrica assieme a 	tantissimi altri prigionieri come me (…) Mamma mia voglio che tu 	non ti preoccupi per me, sto bene (riga quasi vuota) sono al sicuro 	e come mangiare non c&#8217;è da lamentarsi, non posso spiegarvi di più”.</span></span></span></span></strong></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman', fantasy; font-size: large;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-weight: normal; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">Una piccola galleria di lettere originali.</span></span></span></span></strong></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><span style="font-family: 'Times New Roman', fantasy; font-size: large;"><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><span style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, fantasy; font-weight: normal; font-size: 13px;"><span style="font-family: 'Times New Roman', serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-weight: normal;">
<a href='http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/lettera1retro/' title='lettera1retro'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/lettera1retro-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="lettera1retro" /></a>
<a href='http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/lettera1fronte/' title='lettera1Fronte'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/lettera1Fronte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="lettera1Fronte" /></a>
<a href='http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/libretto3/' title='libretto3'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/libretto3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="libretto3" /></a>
<a href='http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/lettera2fronte/' title='lettera2fronte'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/11/lettera2fronte-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="" title="lettera2fronte" /></a>
</p>
<p></span></span></span></span></strong></span></span></span></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><br />
<span style="font-weight: normal;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/11/bottignole-giovanni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vittorio Maldonato</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/09/vittorio-maldonato/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/09/vittorio-maldonato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 09:16:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=811</guid>
		<description><![CDATA[Questa è la storia di Vittorio Maldonato sopravvissuto al naufragio della nave Diocleziano, bombardata dai tedeschi, che tentava di portare in Italia oltre 1500 militari da Spalato.
Nato a Sala Consilina il 9 giugno 1916. Militare a Livorno  Bagni di Casciana dal 15 novembre 1941 al 15 febbraio 1942 battaglione istruzione sergenti universitari Arezzo Scuola Allievi Ufficiali dal 1/3/42 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;"><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/09/foto.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-839" title="foto" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/09/foto-300x262.jpg" alt="foto" width="300" height="262" /></a>Questa è la storia di Vittorio Maldonato sopravvissuto al naufragio della nave Diocleziano, bombardata dai tedeschi, che tentava di portare in Italia oltre 1500 militari da Spalato.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Nato a Sala Consilina il 9 giugno 1916. Militare a Livorno  Bagni di Casciana dal 15 novembre 1941 al 15 febbraio 1942 battaglione istruzione sergenti universitari Arezzo Scuola Allievi Ufficiali dal 1/3/42 al 15/7 /42. Partenza per la guerra 22/8/42 prima nomina Sacile Il 23/11/1942 viene mandato in Albania a Valona;inviato in licenza (15 giorni + 6 di viaggio)il 7/7/1943.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">L’8 /7/ 1943 arriva a Durazzo,il 13/7/1943 imbarco e arrivo a Fiume il 19/7/43 (la nave viaggiava solo di giorno);da Fiume va  a Grado il 20 luglio e qui in contumacia per alcuni giorni. Finalmente il 5 agosto 1943 arriva ad Alessandria dal fratello e vi resta sino al 2 settembre 43 (aveva avuto altri dieci giorni di licenza straordinaria) .Ritorna  a Fiume  il giorno 8 settembre e  si imbarca  il pomeriggio per rientrare al reparto 313° Btg.Costiero di Valona (Albania);arrivato a Spalato il 9 settembre è rimasto al Comando tappa sino al 23/9/1943 poichè la nave non poteva  più proseguire (a Spalato vi erano dovunque bandi che invitavano ad andare con Graziani).</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">La sera dell’otto settembre a Fiume i tedeschi avevano rastrellato tutti i militari italiani.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Il 23 settembre del 43 si imbarca sul piroscafo Diocleziano per rientrare a  Bari (sulla nave circa 1500 soldati )che parte alle ore 24.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Alle ore 7 della mattina del 24 la nave viene colpita dai tedeschi:moltissimi soldati muiono nella stiva… panico a bordo.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Naufragio all’isola di Busi ove resta sino al 28 quando un peschereccio italiano raccoglie i naufraghi  per portarli a Bari ove arrivano la notte del 30;qui la mattina del 1/10/43 vengono portati con ambulanze americane a Brindisi dove resta sino al 15 dicembre data in cui parte in licenza per Agrigento e vi rimane sino al 20 gennaio</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">1944.Rientrato a Brindisi il 2/2/1944 viene posto in licenza per 6 mesi senza assegni per motivi di studio(sostiene 4 esami universitari :statistica,geografia economica,storia economica e diritto commerciale presso la facoltà di Economia e Commercio a Palermo).</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Il 14 agosto 1944 rientra al battaglione a Brindisi per essere posto in congedo definitivo il 30 dello stesso mese.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 12.0px Helvetica;">Nella galleria di immagini trovate la richiesta da parte del Ministero della Difesa di informazioni sul comportamento tenuto dagli ufficiali l&#8217;8 settembre 1943. La risposta di Vittorio Maldonato e un&#8217;immagine di un giornale militare dell&#8217;epoca.</p>
<p><a href="http://www.8settembre1943.info/gallery/maldonato/">Guarda la gallery</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/09/vittorio-maldonato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gefangenennumer 303042</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/09/gefangenennumer-303042/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/09/gefangenennumer-303042/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:57:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=815</guid>
		<description><![CDATA[
Questa è la storia documentata e dettagliata di Giorgio Gaggio militare italiano deportato nei lager nazisti, ne abbiamo già pubblicato una breve biografia. Questo documento, scritto dal nipote che si chiama anch&#8217;egli Giorgio Gaggio, dimostra la crescente attenzione alla drammatica vicenda dei militari italiani internati (IMI).
scarica il file in pdf (6,88 MB)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/09/GGaggio.jpg"><img src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/09/GGaggio-300x190.jpg" alt="GGaggio" title="GGaggio" width="300" height="190" class="alignleft size-medium wp-image-824" /></a><br />
Questa è la storia documentata e dettagliata di Giorgio Gaggio militare italiano deportato nei lager nazisti, ne abbiamo già pubblicato una breve <a href="http://www.8settembre1943.info/2010/07/giorgio-gaggio/" target="_blank">biografia</a>. Questo documento, scritto dal nipote che si chiama anch&#8217;egli Giorgio Gaggio, dimostra la crescente attenzione alla drammatica vicenda dei militari italiani internati (IMI).<br />
<a href="http://www.8settembre1943.info/pdf/gefangenennummer.pdf">scarica il file in pdf (6,88 MB)</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/09/gefangenennumer-303042/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giorgio Gaggio</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/07/giorgio-gaggio/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/07/giorgio-gaggio/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=804</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Gaggio, nato a Murano (Venezia) il 17 agosto 1923, ultimo di  quattro fratelli. Fabbro alle dipendenze dell’ “Officina Leonida Buccella”, dall’ottobre del ’37 fino al 5 gennaio del 1943. Giorgio crebbe  e si formò durante la cosiddetta “era fascista”. Sfogliando il suo libro di terza elementare ci si può soffermare sulle pagine che descrivono la casa del Duce, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/07/Giorgio-Gaggio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-806" title="Giorgio Gaggio" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/07/Giorgio-Gaggio.jpg" alt="Giorgio Gaggio" width="241" height="346" /></a>Giorgio Gaggio, nato a Murano (Venezia) il 17 agosto 1923, ultimo di  quattro fratelli. Fabbro alle dipendenze dell’ “Officina Leonida Buccella”, dall’ottobre del ’37 fino al 5 gennaio del 1943. Giorgio crebbe  e si formò durante la cosiddetta “era fascista”. Sfogliando il suo libro di terza elementare ci si può soffermare sulle pagine che descrivono la casa del Duce, Porta Pia 1922, la marcia su Roma, la Conciliazione….</p>
<p>La sorella Delia, operaia presso la Società Veneziana Conterie e  Cristallerie,  ricorda le pressioni che subiva da parte del suo caporeparto, un gerarca locale, affinché il fratello si presentasse, al sabato pomeriggio, ai raduni pre militari tipici del regime fascista. Qui i giovani erano obbligati a praticare attività sportive, maneggiare il moschetto, lanciarsi nei cerchi di fuoco, partecipare a riunioni inquadrate nelle attività di partito per  mantenersi in forma e dare sfoggio delle proprie abilità. Ma Giorgio odiava partecipare a quelle pagliacciate – come diceva il fratello Mario – e trascorreva il tempo libero diversamente.</p>
<p>Gli anni passarono e Giorgio, come tutti i giovani di quel tempo, fu chiamato alle armi.  Si presentò alla visita di leva, presso il distretto militare di Venezia, il 23 febbraio del ’42 e venne lasciato in congedo illimitato. Fu  richiamato alle armi il 9 gennaio del 1943. Assegnato al V°Reggimento Autieri di Cervignano del Friuli. Prestò giuramento il 14 marzo del 1943. Il 31 agosto dello stesso anno venne trasferito al 50° Autoraggruppamento  di Trento. Il 7 settembre scriveva ai familiari:</p>
<p>” Nel mentre vi scrivo mi trovo al cimitero ove sto lavorando per dare sepoltura alle vittime dell’incursione. Non so quanto resterò qui a Trento potrebbe trattarsi anche di giorni […]. Poi rassicura se stesso e i familiari: “ non preoccupatevi perché io non mi preoccupo per niente prendo tutto alla leggera”.</p>
<p>Giorgio fu catturato, qualche giorno dopo l’8 settembre, e condotto in Germania. Dall’analisi dei biglietti postali, spediti alla famiglia, e da altra documentazione si è potuto risalire ai luoghi dove il giovane ha trascorso la prigionia e dove ha trovato la morte. Dopo la cattura la famiglia non ebbe più notizie. Passarono dei mesi fino a  quando giunse un biglietto postale datato 1 gennaio del 1944. Proveniva dal campo di smistamento per prigionieri di guerra Stammlager III B, nei pressi di Furstemberg, posto sotto il comando del Distretto Militare III con sede a Berlino: Giorgio si trovava in quel lager. Qualche mese dopo fu trasferito temporaneamente nello Stalag IV B – Muhlberg, Distretto militare IV con sede del comando presso Dresda. Definitivamente nel mese di giugno del 1944 fu assegnato allo Stalag VIII B – Teschen ora territorio polacco.</p>
<p>Nell’inverso del 1944 assieme ad altri italiani Giorgio venne distaccato ad Oppeln (attualmente Opole) nella frazione di Salzbrumm con il compito di tagliare i boschi.  I russi, dopo aver sfondato il fronte polacco, da alcuni giorni avevano occupato la piazza principale del paese. Secondo la testimonianza di Bernardo Torrisi, un compagno di prigionia, Giorgio fu ucciso il 23 gennaio 1945 da un soldato russo che gli sparò e lo colpì alla fronte.</p>
<p>“a richiesta di uno dei soldati russi, disse di essere italiano e solo per questo motivo venne accompagnato nel bosco dove lavoravamo e ucciso assieme ad un altro compagno, di cui non ricordo più il nome.”[…] vennero seppelliti da alcune donne della zona nei pressi del luogo dell’uccisione</p>
<p><em>Giorgio. Anche lui, come tutti i prigionieri, dopo aver sopportato la fame, le umiliazioni, la degenerazione umana, le malattie aspettava con entusiasmo, speranza, forza di vivere la fine della guerra; ma il tragico destino ha voluto che colui che doveva essere il liberatore si trasformasse in un carnefice. </em>Eppure Giorgio nonostante le continue  minacce e l’incessante propaganda non si era arruolato nelle SS e aveva rifiutato di militare nell’esercito della Repubblica Sociale.</p>
<p>Aveva resistito</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/07/giorgio-gaggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Enrico Bazzoffi</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/05/enrico-bazzoffi/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/05/enrico-bazzoffi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 May 2010 05:50:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=772</guid>
		<description><![CDATA[


Enrico Bazzoffi, nato a Roma il 26 agosto 1918, fu deportato dai tedeschi il giorno 12 settembre 1943, mentre si trovava a Gradisca col suo reparto di Radiotelegrafisti dell’Esercito Italiano, del quale era ufficiale. Grazie ad una sua lettera manoscritta, che poté conservare durante la prigionia, abbiamo memoria dei quattro giorni da lui trascorsi dall’armistizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-large;"><span style="line-height: 32px;"><br />
</span></span><span style="line-height: 32px; font-size: x-small;"><br />
</span><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/05/fotoDiario.jpg"><img class="size-full wp-image-774 aligncenter" title="fotoDiario" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/05/fotoDiario.jpg" alt="fotoDiario" width="454" height="207" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Enrico Bazzoffi, nato a Roma il 26 agosto 1918, fu deportato dai tedeschi il giorno 12 settembre 1943, mentre si trovava a Gradisca col suo reparto di Radiotelegrafisti dell’Esercito Italiano, del quale era ufficiale. Grazie ad una sua lettera manoscritta, che poté conservare durante la prigionia, abbiamo memoria dei quattro giorni da lui trascorsi dall’armistizio dell’8 settembre 1943 alla deportazione. In seguito abbiamo appreso dei suoi  anni passati nei campi per i prigionieri di guerra (<em>Stammlager </em>o, abbreviato,<em> Stalag</em>) in Germania e in Polonia grazie alle lettere che scriveva in risposta alla sua fidanzata, poi sposa, Albertina Torricelli, a Firenze e ai genitori, sfollati a Fiuggi.</p>
<p>Il 12 settembre Enrico scriveva:</p>
<p>“<em>[…] L’attendente che prima di me si era levato mi avvisò che alle prime luci era corsa voce che il Generale Danioni sarebbe arrivato ed avrebbe firmato i congedi!!! Alle nove precise arrivarono invece i carri armati dei tedeschi dodici dei quali, piazzata una mitragliatrice sull’ingresso della caserma, ci intimarono di deporre le armi. Fu un momento di disorientamento. Obbedimmo anche se mal volentieri perché non si sarebbe evitata una carneficina altrimenti. Le armi vennero deposte. I tedeschi ci promisero che dopo averci portato a Trieste saremmo stati congedati, non si poteva quindi per nessun motivo uscire di caserma. Occuparono il deposito munizioni ed il magazzino viveri fatto un controllo degli uomini del reparto ci accorgemmo che appena 83 erano presenti. Gli altri rimasero chissà dove lungo la via ed in quali condizioni. […] Il pomeriggio trascorse tra una voce e l’altra, si parlava di congedi, di partenze, intanto i tedeschi non si mostravano affatto buon intenzionati, viceversa aumentarono le armi e gli uomini. […] Alle 18 viene improvvisamente l’ordine di partenza, i tedeschi ci avrebbero scortato fino a Trieste dove avremmo avuto il congedo!  Il nostro cuore si rallegrò molto e la gioia c’invase. Miei cari penso che al massimo giovedì sarò da voi;  riproverò il caldo del vostro amplesso ed il palpito del vostro cuore. Albertina mia, certamente passerò prima da te e mi intratterrò con te! Tutto quello che non ci siamo potuto dire per lettera ce lo diremo a voce.</em>”</p>
<p>Queste le ultime parole della lettera. In realtà, dal 12 settembre 1943 al momento in cui Enrico parlò nuovamente a voce con i suoi cari passarono quasi due anni.</p>
<p><span id="more-772"></span><br />
<!--more-->Il 5 agosto 1945 telefonerà ad Albertina: era tornato in Italia.</p>
<p>Raccolta dalla sua viva voce nel 2006 da una delle sue nipoti è quest’affermazione, sicura e semplice:</p>
<p>“<em>[…] S’era formato un esercito guidato dal generale Graziani, dopo l’8 Settembre, e capivano che avevano bisogno di ufficiali. Ma noi gli si disse “cu-cù”! e i tedeschi ci presero per prigionieri di guerra perché non avevamo aderito alla Repubblica di Salò.</em>”</p>
<p>Nella stessa occasione, raccontava anche:</p>
<p><em>“ […]  Da lì ci portarono a Sandbostel, un campo di concentramento, un posto dove, accanto, c’erano 10.000 persone, altri prigionieri di guerra. Noi italiani s’era pochi, un migliaio. (I 10.000 chi erano?) francesi, e di altre nazioni. Quello che ti ho detto lo trovi anche in Guareschi. Ero con lui a Sandbostel. Sulla guerra e su queste faccende i prigionieri ne hanno scritti tanti di libri. Ci davano le cartoline da scrivere a casa. Io ne ho scritte poche perché avevo paura. (Perché?)  Perché questi tedeschi con la scusa di portare la cartolina  del figliolo prigioniero entravano nelle case. Allora scrivevo poco. Comunque la nonna ricevette la cartolina che avevo lanciato dal vagone piombato.”</em></p>
<p>Sappiamo per certo che a Sandbostel (Germania) fu tenuto prigioniero nello Stalag XB: Enrico apponeva sulle buste delle lettere della sua Albertina la data di ricezione delle stesse. Su questa “posta per prigionieri e internati civili di guerra”, ricevuta tra l’aprile e il giugno 1944 campeggia sempre il timbro <em>Stalag X B geprüft </em>(Stalag X B approvato), e un numero diverso per ogni busta.</p>
<p>Scritta da lui è anche questa lista dei luoghi e delle date della sua prigionia:</p>
<ol>
<li><em>1943  &#8211;    12  Settembre                  Italia</em></li>
<li><em>“   “           15  Settembre                 Germania</em></li>
<li><em>“   “          18  Settembre                 Polonia</em></li>
<li><em>“   “          18 -  “     “                         Thorn</em></li>
<li><em>“   “            2   Ottobre                     Tschenstochau</em></li>
<li><em>“   “          13- Novembre                Tarnopol</em></li>
<li><em>“   “          30  Dicembre                  Siedlce</em></li>
<li><em>1944        18-  Marzo                      Siedlce</em></li>
<li><em>“   “         20-   “                                 Sandbostel    (Bremerwörde)</em></li>
<li><em>“   “         20  Dicembre                      “       “</em></li>
<li><em>“   “         22      “      “                         Wietzzendorf</em></li>
<li><em>1945        26    Gennaio                       “       “</em></li>
<li><em>“   “         27       “   “                            Hamburg  -  Altona</em></li>
<li><em>“   “                 Marzo                         “     “                Langenhorn</em></li>
<li><em>“   “         19    Aprile                          “     “                “          “</em></li>
<li><em>“   “         30   Aprile                           “     “               Barmbek Rübenkamp</em></li>
</ol>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/05/enrico-bazzoffi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Corica</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-corica/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-corica/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 12:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[29-04-2010]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Una Storia in Viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=327</guid>
		<description><![CDATA[Vai alla gallery delle immagini
Giuseppe Corica nella foto con il figlio. Storia del suo viaggio. Nella galleria sotto alcune sue lettere e documenti vari.
Nato a Messina nel 1898 si trasferì a Firenze con il padre che faceva il tipografo da Vallecchi editore. Dopo le scuole medie trovò lavoro come fattorino telegrafico.
Allo scoppio della prima guerra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;"><a href="http://www.8settembre1943.info/gallery/corica/">Vai alla gallery delle immagini</a></p>
<p><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/04/foto_corica.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-328" title="foto_corica" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/04/foto_corica-194x300.jpg" alt="foto_corica" width="194" height="300" /></a>Giuseppe Corica nella foto con il figlio. Storia del suo viaggio. Nella galleria sotto alcune sue lettere e documenti vari.</p>
<p>Nato a Messina nel 1898 si trasferì a Firenze con il padre che faceva il tipografo da Vallecchi editore. Dopo le scuole medie trovò lavoro come fattorino telegrafico.</p>
<p>Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nei bersaglieri, e al termine del conflitto il reparto fu dislocato a Porretta dove sposò la donna che gli avrebbe dato cinque figli.  Congedato dall’esercito riprese il lavoro al telegrafo di Firenze come impiegato.</p>
<p>Negli anni trenta ebbe la possibilità di partecipare a un corso di allievi ufficiali di complemento, diventando sottotenente e con quel grado venne mandato in Africa. Rientrato a Bologna dopo due anni a causa di una malattia tropicale gli venne riconosciuta l’invalidità e riprese il suo lavoro al telegrafo. Questo impiego non gli impedì di continuare a studiare latino, storia e francese, e coltivare la passione per la Divina Commedia, di cui imparava a memoria interi canti.</p>
<p><span id="more-327"></span>Allo scoppio della II guerra mondiale si arruolò con il grado di capitano e fu destinato alla ‘sussistenza’. Da Bologna venne trasferito a Hyères (Mentone) nella Francia meridionale. L’8 settembre del 1943 lo colse che dirigeva le mense ufficiali del comando di corpo d’armata. Mentre i giovani ufficiali si rallegravano per l’armistizio credendo che la guerra fosse finita, il capitano presagiva che il peggio dovesse ancora arrivare. L’indomani il comando  fu circondato da un reparto tedesco che chiese la consegna delle armi e prese prigionieri tutti i militari italiani. Un conoscente francese offrì abiti civili e denaro al capitano che rifiutò perché sentiva il dovere di condividere la sorte dei suoi commilitoni.</p>
<p>Su tradotte di carri bestiame destinati ai lager in Germania, iniziò la prigionia che sarebbe durata quasi due anni, in vari campi di concentramento: Lemberg, Wietzendorf, Leopoli, Lipsia.</p>
<p>In uno di questi conobbe anche Giovannino Guareschi che si industriava a redigere un giornalino dei prigionieri. Trascorse questo periodo sopportando fame, malattie e lavorando come operaio. Nei suoi ricordi avrebbe spesso raccontato di liti tra ufficiali superiori che si contendevano bucce di patate ripescate dai rifiuti, ribadendo la convinzione che la prigionia mette a dura prova la dignità dell’uomo. Nelle lettere inviate alla famiglia ricorre ossessivamente la mancanza di notizie da casa, la fame insopportabile e l’attesa estenuante di un pacco di viveri e di sigarette, la preoccupazione di rassicurare nonostante tutto.</p>
<p>Nella primavera del 45 i russi liberarono il lager e nominarono  il capitano Corica responsabile della tradotta ferroviaria, ma nel caos di quei giorni anziché dirigersi a ovest il convoglio portò i reduci verso la Russia, in un’odissea del tutto simile a quella che Primo Levi racconterà nel suo libro <em>La Tregua</em>. Al termine della lunga serie di vicissitudini, l’ultimo convoglio che riuscì a prendere arrivò a Bolzano, dove venne ricoverato per un’operazione chirurgica. Quando riprese il viaggio di ritorno andò a cercare la famiglia sfollata a Garlasco, ma per ironia della sorte quello stesso giorno moglie e figli stavano tornando a Bologna, dove infine si sarebbero tutti ricongiunti.</p>
<p>Giuseppe Corica è mancato nel gennaio 1988 a quasi 90 anni.</p>
<p><a href="http://www.8settembre1943.info/gallery/corica/">Vai alla gallery delle immagini</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-corica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Giuseppe Novello</title>
		<link>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-novello/</link>
		<comments>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-novello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 10:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[29-04-2010]]></category>
		<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Una Storia in Viaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/?p=340</guid>
		<description><![CDATA[di Paola Pallottino
GIUSEPPE NOVELLO (1897-1988) Nato a Codogno nel 1987, la laurea in legge a Pavia, fortemente voluta dal padre (…) non sembra intralciare la sua vocazione artistica. Avviato alla pittura dallo zio, il paesaggista Giorgio Belloni, frequenta l’Accademia di Brera e nel 1924 ottiene il primo riconoscimento, il Premio Fumagalli con il dipinto Salotto della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/04/novello_attestato1.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-345" style="margin-left: 11px; margin-right: 11px;" title="novello_attestato" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2010/04/novello_attestato1-734x1024.jpg" alt="novello_attestato" width="308" height="430" /></a>di Paola Pallottino</p>
<p>GIUSEPPE NOVELLO (1897-1988) Nato a Codogno nel 1987, la laurea in legge a Pavia, fortemente voluta dal padre (…) non sembra intralciare la sua vocazione artistica. Avviato alla pittura dallo zio, il paesaggista Giorgio Belloni, frequenta l’Accademia di Brera e nel 1924 ottiene il primo riconoscimento, il Premio Fumagalli con il dipinto <em>Salotto della nonna</em>, che, accanto alla pittura di paesaggio, anticipa e circoscrive la prediletta area di indagine intimista destinata, in seguito, a venire sviluppata e approfondita in opere dagli eloquenti titoli di <em>vecchia camera, Interno, Salotto buono</em>. Presente alle Biennali veneziane, alle Quadriennali Romane, alle Permanenti milanesi ha allestito personali in varie gallerie partecipando contemporaneamente a rassegne sull’umorismo.</p>
<p>Ma per più generazioni d’Italiani, Giuseppe Novello fu soprattutto il sommesso quanto autorevole aedo di una borghesia piccola piccola della quale registrò il quaresimale tripudio di vezzi e vizi, in un originale connubio di didascalie, subito entrate nel lessico familiare, e di disegni ariosi e puntigliosi insieme, che pur non lasciando nulla alla fantasia,sottolineano solo l’essenziale. (…)</p>
<p>Poeta minimalista ante litteram, Balzac lombardo di una commedia umana che registra l’impercettibile oscillazione di destini fulmineamente consumati nel dolente <em>décor </em>di salotti umbertini, scompartimenti di terza classe, pensioncine di famiglia, sale di attesa di “diurni”, la satira di Giuseppe Novello è indissolubilmente legata ai famosi albi: <em>Il signore di buona famiglia</em> del 1934, <em>Che cosa dirà la gente?</em> Del1938, <em>Dunque dicevamo…</em> del 1950, <em>Sempre più difficile </em>del1957 e <em>Resti fra noi</em> del 1967.</p>
<p><strong>(…) <em>La guerra è bella ma è scomoda</em> del 1929, cronaca irresistibilmente umoristica della sua vicenda di alpino durante la prima guerra mondiale e <em>Steppa e Gabbia</em> del 1957, che dopo la tragica ritirata del Don, documenta la prigionia nei lager polacchi e tedeschi di Benjaminowo, Sandbostel e Witzendorf dal 1943 al 1945, e a proposito della quale lo stesso Novello rileva con fiera pacatezza “sarebbe bastata una piccola firma di adesione sotto un noto foglietto,, un compromesso con quello che ci suggeriva la coscienza, perché il filo spinato, lontananza dai nostri cari, duro digiuno, cessassero”.</strong></p>
<p>Oltre La guerra è bella ma è scomoda, dal sodalizio con Paolo Monelli, nel 1935 nasce il volume <em>Il ghiottone errante</em>, mentre da quello con Orio Vergani, nel 1939, nasceranno le illustrazioni per <em>Basso profondo</em>.</p>
<p>Nell’ultimo ventennio Novello abbandona quasi completamente la satira per dedicarsi esclusivamente alla pittura, ma a novant’anni, nell’estate del 1987 (…)  sente nuovamente l’esigenza di affidare la sua vena caustica, condita da un pizzico di “cattiveria in più, alle pagine di un’ultima raccolta che intitolerà <em>Cartoline-lametta.</em></p>
<p>Paola Pallottino, docente di storia dell&#8217;arte contemporanea all’Università di Macerata, tratto da “Il bollettino” n.25, annoVII, Lugano, Primavera 1988.</p>
<p><em> </em></p>
<p>Le due vignette sono tratte da: <em>Dunque dicevamo</em>, Milano Mondadori, 1950.</p>
<p>I disegni in prigionia sono tratti da Steppa e Gabbia, Milano Mondadori, 1957.</p>
<p>La locandina disegnata da Novello attesta che Vittorio Vialli ha partecipato alla mostra d’arte Stalag XB, Sandbostel, 1944</p>
<p>Giuseppe Novello. Attestato di partecipazione a una mostra di pittura all’interno del lager da lui disegnato, la sua biografia a cura di Paola Pallottino e una galleria composta da due sue vignette e da alcuni disegni eseguiti nei campi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.8settembre1943.info/2010/04/giuseppe-novello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

