8 settembre 1943

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario

Il blog continua.

Abbiamo raccontato la vicenda di alcuni internati, non immaginavamo che questa esperienza avesse così tanto seguito, un segnale evidente che questa storia degli IMI deve essere ancora raccontata per bene. Noi abbiamo dato un piccolo contributo affinché ciò avvenga, ma lo abbiamo fatto con i nostri piccoli mezzi, ci siamo dimenticati di dire tante cose importanti, come per esempio che tra gli IMI ci furono Giovannino Guareschi che in tanti commenti è stato ricordato, il filosofo Enzo Paci, l’attore Gianrico Tedeschi che abbiamo contattato prima di partire, e tanti altri di cui vorremmo raccontare le loro storie. Per tutti coloro che vogliono contribuire a questo progetto con biografie, raccolta di materiale e alla gestione del blog, possono scrivere alla mail di contatto info@8settembre1943.info

IMI = Internati Militari Italiani

Qui potete vedere un interessante contributo video di Andrea Di Betta.

Verso casa!

Il viaggio è terminato e oggi ripartiamo verso casa. Abbiamo fatto un’esperienza molto intensa e siamo contenti di averla condivisa con voi attraverso il blog. Abbiamo raccontato alcune biografie di internati, partendo da quelle a noi più vicine, quella di Gioacchino Virga e di Vittorio Vialli,. Abbiamo ascoltato il racconto di quella vicenda direttamente dalla voce di alcuni protagonisti come Claudio Sommaruga e Riccardo Marchese che ringraziamo tantissimo. Siamo grati a tutti coloro che hanno partecipato contribuendo con le biografie dei loro cari che abbiamo inserito in questi giorni: Giorgio Raffaelli, Alberto Trionfi, Leone Pancaldi, Giuseppe Novello, Paolo Orsini, Domenico Oprandi, Giuseppe Corica, Alessandro Natta, Ettore Ponzi. Ringraziamo tutte le persone che hanno seguito il blog in questi giorni e tutti quelli che hanno lasciato un commento. Quelli che ci hanno sopportato e supportato in questo periodo: Tullio, Vittoria, Elena, Preto e la gatta. Per il loro contributo e la loro disponibilità: Luca Alessandrini, Mariarosa Pancaldi, Marco Palmieri, Francesco Orsini, Santo Peli, Pierre Sorlin, Luisa Cigognetti, Adriano Bertolini, Fabio Bianchini Pepegna, Paola Pallottino, Gloria Corica e Pino Cacucci, Luisa Raffaelli, Osvaldo Carraro, Museo dell’Internamento di Padova, Maria Trionfi, Ambrogio Ponzi, associazione Viaterrea, Stefano Caccialupi, ANEI Roma, Rolf Keller, Hinrich Baumann, Martina Wagemann, Hans-Christian Täubrich, Karl Einz Buch, Elena Cenzato, Andrea Galdi, Nicol Lavinia Lundari, Maria Luisa Traldi, Ottavio Terranova ANPI Palermo, Sandra Sisofo, Mirco Dondi, Associazione radioamatori – Radio Caterina, Andrea Plazzi, Magda Indiveri Voce del verbo insegnare, Adcom Bologna, Antonio Piro, Andrea Di Betta, Michael Leimer, Sara Menafra, Pasqualina Mercurio, Paolo Parisi, Studio Ram. Sperando di non aver dimenticato nessuno grazie a tutti. Il blog continuerà ad essere aggiornato, nei prossimi giorni metteremo le foto, i disegni e i video dell’ultima giornata, quella dello stalag XB. Invitiamo tutti coloro che ci hanno scritto, a imviarci le biografie da inserire e a collaborare lla realizzazione di questo progetto che è aperto a tutti. Il materiale raccolto diventerà un video documentario e in sito tematico con ulteriori approfondimenti.

Galleria fotografica 28 aprile

Fotografia Una Storia in Viaggio

Guarda la galleria fottografica del diario di viaggio (28-04-2010)

Stalag XB

Ci siamo! Ci troviamo dentro lo Stalag XB. Le baracche sono proprio come quelle che abbiamo visto tante volte nelle foto di Vittorio Vialli. Un pensiero va a Gioacchino, a Vittorio e a tutti i deportati.

Giuseppe Corica

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foto_coricaGiuseppe Corica nella foto con il figlio. Storia del suo viaggio. Nella galleria sotto alcune sue lettere e documenti vari.

Nato a Messina nel 1898 si trasferì a Firenze con il padre che faceva il tipografo da Vallecchi editore. Dopo le scuole medie trovò lavoro come fattorino telegrafico.

Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nei bersaglieri, e al termine del conflitto il reparto fu dislocato a Porretta dove sposò la donna che gli avrebbe dato cinque figli.  Congedato dall’esercito riprese il lavoro al telegrafo di Firenze come impiegato.

Negli anni trenta ebbe la possibilità di partecipare a un corso di allievi ufficiali di complemento, diventando sottotenente e con quel grado venne mandato in Africa. Rientrato a Bologna dopo due anni a causa di una malattia tropicale gli venne riconosciuta l’invalidità e riprese il suo lavoro al telegrafo. Questo impiego non gli impedì di continuare a studiare latino, storia e francese, e coltivare la passione per la Divina Commedia, di cui imparava a memoria interi canti.

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Non fotografare la tragedia.

Per tutto il viaggio Bruno e Silvana ponevano a tutti il quesito sul perché il padre non scattò alcuna foto del lager di Bergen Belsen. Eppure si trovò, proprio lì, appena liberato da Fallingbostel, fotografò solo la tomba di una quindicenne, Lidia Nicolosi, a poche centinaia di metri dal disastro. Migliaia di corpi erano ammassati nel campo, come abbiamo potuto vedere nella documentazione del museo.

Le foto del 28 aprile

Oggi vi facciamo vedere le foto di Mario in un video, nei prossimi giorni metteremo le foto nella gallery. Non è facile viaggiare e trovare sempre la situazione ideale per poter lavorare sul nostro blog, Qui a Bremevörde abbiamo avuto delle difficoltà per il collegamento a internet.

Ci tenevamo che poteste continuare a seguirci. Faremo lo stesso con i disegni di Marco

I disegni del 28 aprile

Come per le foto anche per i disegni abbiamo pensato al video per superare l’ostacolo tecnico della gallery, che sistemeremo nei prossimi giorni.

Tra questi, un’interpretazione di un disegno ritrovato a Bergen Belsen di Susanne Schuller.

Fallingbostel di Vittorio Vialli, oggi

.Abbiamo trovato diversi punti da dove Vittorio Vialli ha scattato le foto, in alcuni casi abbiamo individuato delle assonanze come nella foto della baracca, unica rimasta a Fallingbostel. In altre si tratta poprio delle stesse inquadrature.