<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>8 settembre 1943 &#187; Eventi</title>
	<atom:link href="https://www.8settembre1943.info/main/category/eventi/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.8settembre1943.info/main</link>
	<description>IMI Internati Militari Italiani, con questa sigla comincia l&#039;odissea di oltre 700.000 soldati italiani dopo l&#039;8 settembre 1943.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Feb 2016 08:17:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Mostra &#8211; Internati Militari Italiani nei lager nazisti &#8211; Bitonto (Bari)</title>
		<link>https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/</link>
		<comments>https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 09:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/main/?p=268</guid>
		<description><![CDATA[La mostra, a cura di Mimmo Ciocia e Laura Fano, allestita a Bitonto (BA) presso l’Aula Magna dell’ I.T.T.S. “Alessandro Volta”, ripercorre la vicenda degli IMI dalla cattura al ritorno...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mostra, a cura di <strong>Mimmo Ciocia</strong> e <strong>Laura Fano</strong>, allestita a Bitonto (BA) presso l’Aula Magna dell’ I.T.T.S. “Alessandro Volta”, ripercorre la vicenda degli IMI dalla cattura al ritorno a casa, utilizzando materiali dell’epoca, proposti nella loro integrità e forza documentaria: fotografie scattate nei campi da prigionieri consapevoli che, con quel gesto, stavano rischiando la morte; pagine di diari scritti nelle baracche; frammenti di lettere spedite dai campi ai familiari; piccoli oggetti, documenti, disegni, reliquie laiche e religiose di quella lunga stagione di sofferenza.</p>
<p>La mostra, a partire dal <strong>20 gennaio</strong> <strong>fino al 30 gennaio 2016</strong>, sarà liberamente  aperta al pubblico e alle scuole secondarie in orario scolastico, dalle ore 8.30 alle ore 12.30. L’iniziativa scolastica ottempera al progetto comunale “Memento: ricorda, conosci, medita, impara”, finalizzato a sensibilizzare soprattutto le giovani generazioni affinché attraverso il ricordo, la conoscenza la riflessione sugli eventi accaduti sappiano prevenire il ripetersi di simili follie.</p>
<p>Nella mattinata del 27 gennaio in occasione della giornata della memoria presso il Cinema Coviello di Bitonto Laura Fano terrà un intervento dal Titolo &#8221; <strong>Gli Internati Militari Italiani, ragioni di una rimozione intellettuale di massa</strong>&#8220;.</p>
<p><span id="more-268"></span>
<a href='https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/imi_bitonto00/' title='IMI_Bitonto00'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2016/01/IMI_Bitonto00-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMI_Bitonto00" title="IMI_Bitonto00" /></a>
<a href='https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/imi_bitonto01/' title='IMI_Bitonto01'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2016/01/IMI_Bitonto01-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMI_Bitonto01" title="IMI_Bitonto01" /></a>
<a href='https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/imi_bitonto02/' title='IMI_Bitonto02'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2016/01/IMI_Bitonto02-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMI_Bitonto02" title="IMI_Bitonto02" /></a>
<a href='https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/imi_bitonto03/' title='IMI_Bitonto03'><img width="150" height="150" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2016/01/IMI_Bitonto03-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="IMI_Bitonto03" title="IMI_Bitonto03" /></a>
</p>
<p><strong>L’8 Settembre 1943 fu lo sfacelo totale dello Stato Italiano, ma anche la disgregazione dell’esercito.</strong></p>
<p>Il fascismo era caduto alla fine del mese di luglio e ne restavano le gravi e pesanti conseguenze. Una guerra rovinosa, non sentita, né voluta, dalla quale era difficile uscire, tanto sospettosi e vigilanti erano i nostri “imposti” alleati, e così incuneate e intrecciate le loro truppe dentro i gangli stessi dei nostri reparti. Un’astuta manovra che si era sviluppata più rapida negli ultimi mesi, gabellandosi come soccorso fraterno dopo la caduta della Sicilia.</p>
<p>Il Generale Badoglio, che presiedeva il Governo, annunciò la fine delle ostilità contro gli Anglo-Americani, ma le Forze Armate che nella lunga e disastrosa guerra voluta dal nazifascismo si erano battute su tanti fronti con estremo valore – nonostante nobili sparsi episodi di resistenza e memorabili sacrifici di sangue- rimasero quasi ovunque senza precise disposizioni davanti al rovesciamento delle alleanze e si sgretolarono. Attanagliate dalle forze tedesche abilmente dislocate sullo scacchiere europeo, prive di sufficienti armamenti, chiamate improvvisamente a mutare nemico da un proclama tanto infelice quanto ambiguo, caddero nel giro di pochi giorni prigioniere dei tedeschi, gli alleati di ieri che improvvisamente diventavano il nemico.</p>
<p>L’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre e il caos che ne seguì si fissarono con particolare nitidezza nella memoria dei soldati italiani e delle loro famiglie.</p>
<p>Per centinaia di migliaia di soldati catturati dai tedeschi cominciò allora una lunga e sofferta “odissea”. Nelle angosciose giornate che seguono la resa la famiglia Reale fugge, col Governo, da Roma a Brindisi; mancano i collegamenti, i Comandi si polverizzano, solo pochi riescono a rifugiarsi sui monti o a darsi alla macchia.  Dove erano giunti ordini abbastanza chiari o dove i Comandanti, d’iniziativa, avevano sopperito con il loro senso di responsabilità, si era combattuto contro i nazisti, con poca fortuna. Dalle isole Egee alla Corsica, quei giorni di Settembre avevano visto episodi di audacia, di valore indomito e disperato, spesso vano come a Lero e Cefalonia. Per tutti gli altri il destino fu la deportazione in massa nei lager del terzo Reich dove divennero “Schiavi di Hitler”.</p>
<p>Lunghi convogli insaccarono allora in vagoni piombati miglia e migliaia di soldati e ufficiali, li trascinarono per giorni e giorni, fino ai lontani lager dislocati in tutta l&#8217;Europa, affamati, maltrattati avviliti. I campi di concentramento nazisti , chiusi da reticolati, sorvegliati da alte torrette, imprigionarono oltre 750.000 italiani. Furono classificati dai nazisti Internati Militari Italiani (I.M.I.) e privati dalle tutele previste dalla Convenzione di Ginevra per i prigionieri di guerra.</p>
<p>Gli accordi tra i due dittatori Hitler e Mussolini resero ancora più dura la loro prigionia: non ebbero alcuna protezione o aiuto dalla Croce Rossa Internazionale, soffrirono il freddo di rigidissimi inverni, i più acuti morsi della fame e le sevizie. I soldati furono adibiti ai lavori nelle miniere, nelle fabbriche, nelle officine, nei campi, piegati a fatiche durissime senza sostegno di sufficiente alimentazione. Gli ufficiali rifiutarono in massa il lavoro, finché fu possibile…</p>
<p>Deportati, più che prigionieri, in gran parte privi delle notizie dalle famiglie, trascorsero lunghi mesi tra sofferenze fisiche e tormenti morali, sapendo le loro città occupate da eserciti stranieri, teatro di combattimenti, persecuzioni, violenze, la Patria divisa in due tronconi; i propri cari in pericolo. Cinquantamila di loro morirono in prigionia o immediatamente dopo a causa degli stenti, delle malattie o dei maltrattamenti subiti. La stragrande maggioranza rifiutò di tornare a combattere al fianco dei tedeschi o per l’Italia di Salò, e tale rifiuto divenne, di fatto, uno dei primi atti della Resistenza al nazifascismo.</p>
<p>Una resistenza muta, silenziosa che si protrasse per 19 lunghi mesi. Il loro ritorno in Patria fu molto difficile e doloroso. La loro esperienza, troppo complicata e lontana dagli schemi di una storia di eroi, passò sotto il silenzio.</p>
<p>La sorte riservata a circa 750.000 militar italiani, fatti prigionieri dai tedeschi nei turbolenti giorni successivi all’8 settembre 1943, è stata per molti decenni completamente rimossa dalla memoria collettiva. Al massimo, una specie di “storia minore, meritevole di qualche riconoscimento, ma non di attenzione autentica né di ricerche sistematiche”.</p>
<p>Nel dopoguerra i reduci erano troppi e troppo diversi. L’Italia postbellica aveva solo voglia di dimenticare e di ricominciare a vivere. I reduci furono quindi dimenticati.</p>
<p>Non importava a nessuno che oltre mezzo milione di soldati e ufficiali &#8211; avanguardia imponente e tragica delle schiere dei “politici”, degli Ebrei, dei civili rastrellati per rappresaglia in tutta la Penisola &#8211; avesse rifiutato di collaborare con i nazifascisti, preferendo la fame, il lavoro forzato e in numerosi casi la morte. L’Italia della ricostruzione e dello sviluppo industriale aveva troppo da fare e altre mete più fascinose da inseguire per ricordarsi degli IMI. Così accadde che quel dramma collettivo finì nell’oblio.</p>
<p>Vincitori e vinti, come osserva Giogio Rochat, non amano ricordare i prigionieri di guerra, testimoni scomodi di oscure vicende mortificanti e soprusi.</p>
<p>Ma gli Internati militari non sono da considerare “vinti” perché optarono individualmente e volontariamente per la “Via del Lager” senza barattare il ritorno a casa con una comoda ma disonorevole libertà: e a guerra finita, in un contesto di ignoranza e incomprensione si chiusero in un silenzioso riserbo consci del valore del proprio comportamento e dignitoso decoro. Né quanti avrebbero potuto e dovuto farlo aprirono con loro un dialogo chiarificatore.</p>
<p>La Puglia ha voluto ricordare, in occasione del mese dedicato alla Memoria, questo importante capitolo della nostra Storia con una mostra dedicata ad una delle pagine più nobili e generose della resistenza italiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.8settembre1943.info/main/mostra-internati-militari-italiani-nei-lager-nazisti-bitonto-bari/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In memoria degli IMI &#8211; San Giuseppe Jato</title>
		<link>https://www.8settembre1943.info/main/in-memoria-degli-imi-san-giuseppe-jato/</link>
		<comments>https://www.8settembre1943.info/main/in-memoria-degli-imi-san-giuseppe-jato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 11:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/main/?p=236</guid>
		<description><![CDATA[Questo anno la nostra Amministrazione comunale (San Giuseppe Jato, Palermo) ha deciso – in piena sintonia con tutte le scuole presenti nel nostro territorio, con il comune di San Cipirello...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/StalagXB_locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-237" style="border: 8px solid white;" title="IMISGL.indd" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/StalagXB_locandina-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" /></a>Questo anno la nostra Amministrazione comunale (<strong>San Giuseppe Jato</strong>, Palermo) ha deciso – in piena sintonia con tutte le scuole presenti nel nostro territorio, con il comune di <strong>San Cipirello</strong> e l’<strong>Associazione nazionale partigiani d’Italia</strong> e grazie alla collaborazione di alcuni cittadini e associazioni locali &#8211; di celebrare una importante ricorrenza come la Giornata della memoria con una manifestazione che viene preparata ormai da alcuni mesi.</p>
<p>È stato avviato un percorso di ricerca e memoria – definito per l’appunto <strong>PROGETTO MEMORIA</strong> &#8211; che vuole per l’appunto partire dagli alunni delle scuole ma mira a coinvolgere l’intera cittadinanza senza alcuna distinzione di età, condizione sociale, livello culturale. L’obiettivo di fondo è la scoperta/riscoperta di una identità collettiva, sola capace di trasformare un paese senza passato in una comunità solida, coesa e consapevole delle proprie radici e della propria missione.<br />
Con l’intitolazione mesi fa di una piazzetta al movimento dei Fasci dei lavoratori è stato già compiuto un primo passo importante, nel segno della continuità tra le origini del sindacalismo e le lotte che hanno liberato la valle dalla schiavitù del feudo e degli agrari.<br />
L’occasione della giornata della memoria invece adesso ci ha spinto ad interrogarci sulla guerra e le sue nefaste conseguenze. La speranza è sempre quella di stimolare, attraverso la riflessione e il confronto con il passato, la consapevolezza dell’importanza di costruire insieme un futuro mondo di pace e nonviolenza.<br />
Ma dallo sguardo di insieme siamo presto passati alla dimensione locale, per scoprire riflessi, tracce e testimonianze del conflitto nel nostro territorio. Cultura, scuola, identità così diventano l’asse forte da cui ripartire per cambiare nel profondo le persone, che poi mutano la società in cui vivono ed operano.</p>
<p>Questo a dimostrazione del fatto che anche in una “retrovia” e in una valle lontana dai grandi scontri non mancarono i luoghi significativi e le vicende esemplari: tra tutti va citata la presenza di un campo per prigionieri di guerra in contrada Traversa, attivo sin da settembre 1942 e che arrivò ad ospitare sino a 883 militari (tra i quali inglesi, americani, indiani, sudafricani e neozelandesi); ancora degna di memoria la storia del tenente Sergio Barbadoro, con lo strenuo quanto inutile tentativo di resistere e frenare l’impetuosa avanzata dell’esercito americano verso Palermo, che si concluse con la morte tra le strette gole di Portella della Paglia a luglio 1943.<br />
Dentro la grande Storia scorreva una piccola ma significativa storia fatta di sfollati fuggiti da Palermo per scampare ai bombardamenti alleati, famiglie in attesa di notizie dai cari partiti verso destinazioni lontane, animali domestici confiscati per essere assegnati all’esercito, preti che denunciavano condizioni di estrema miseria in cui viveva la maggioranza della popolazione.</p>
<p>In particolare poi questa edizione della giornata è stata dedicata alla memoria degli<strong> Internati militari italiani (IMI)</strong>, il cui sacrificio e martirio è stato ed è tuttora dimenticato, ma che merita attenzione e riconoscimento. Il loro ricordo sarà affidato in particolare all’intervento del disegnatore <strong>Marco Ficarra</strong> (vedi il suo comunicato qui sotto): partendo proprio dal suo libro a fumetti <strong>(Stalag Xb, Beccogiallo, 2009)</strong> che narra la storia di un militare di origini jatine (<strong>Gioacchino Virga</strong>) morto da internato in un campo nazista, verranno spiegate le sofferenze e le atroci violenze subite da questi “schiavi di Hitler”, protagonisti di una tragedia sconosciuta.</p>
<p><strong>Gli attori della mattina saranno comunque gli studenti delle scuole coinvolte (Istituto Comprensivo di San Giuseppe Jato, Istituto Comprensivo di San Cipirello, Istituto Superiore “E. Basile” di Monreale (sezione Liceo scientifico e Istituto Professionale per l’Agricoltura di San Giuseppe Jato-San Cipirello): insieme ai rispettivi docenti loro hanno infatti preparato interventi, pannelli di approfondimento, video, musica, recite.</strong><br />
Da segnalare l’adesione e la partecipazione dell’<strong>Anpi Palermo “Comandante Barbato”</strong>, da anni impegnata a recuperare e valorizzare l’importante contributo dei tanti siciliani che si opposero – attraverso la lotta partigiana ma non solo – al nazifascismo e posero le basi dell’Italia democratica.</p>
<p><strong>La manifestazione si svolgerà presso l’auditorium della scuola media di San Giuseppe Jato (contrada Mortilli, zona via dello Stadio) tra le ore 9,30 – 12,30.</strong><br />
<strong>Al termine degli interventi (alle ore 13 circa) verrà infine scoperta una targa in ricordo degli Internati militari italiani che verrà collocata in piazza Falcone e Borsellino.</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.8settembre1943.info/main/in-memoria-degli-imi-san-giuseppe-jato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IL CORAGGIO DEL “NO”</title>
		<link>https://www.8settembre1943.info/main/il-coraggio-del-no/</link>
		<comments>https://www.8settembre1943.info/main/il-coraggio-del-no/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 24 Jan 2014 11:03:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/main/?p=224</guid>
		<description><![CDATA[La resistenza silenziosa degli Internati Militari Italiani una mostra a cura di Ilaria Borsieri e Yuri Materassi dal 27 Gennaio al 09 febbraio 2014 presso la Galleria AIC, Via della...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La resistenza silenziosa degli Internati Militari Italiani</strong><br />
una mostra a cura di <strong>Ilaria Borsieri</strong> e <strong>Yuri Materassi</strong></p>
<p><strong>dal 27 Gennaio al 09 febbraio 2014</strong><br />
presso la <strong>Galleria AIC</strong>, Via della Croce 41, <strong>Impruneta (FI)</strong><br />
<strong>INAUGURAZIONE PER IL GIORNO DELLA MEMORIA,</strong><br />
lunedì 27 gennaio, ore 18.00<br />
Ingresso libero. apertura: gio-ven 16-19, sab-dom 09-19<br />
<a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-225" style="border: 8px solid white;" title="locandina" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/locandina-201x300.jpg" alt="" width="201" height="300" /></a><br />
Il 27 di gennaio prende il via la mostra Il Coraggio del “NO”, che vuol accendere una luce sulla vicenda ancora troppo sconosciuta degli Internati Militari Italiani (I.M.I.). La mostra, curata da Yuri Materassi e Ilaria Borsieri, entrambi nipoti di due I.M.I. sarà inaugurata lunedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, presso la Sala espositiva IAC, in Impruneta. Oltre ai lavori di Yuri ed Ilaria hanno collaborato alla mostra l’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall&#8217;Internamento e dalla Guerra di Liberazione e loro familiari), il Comune di Impruneta, l’Associazione ART.ART. di Impruneta e l’Istituto Parri di Bologna, che ha messo a disposizione la documentazione fotografica di Vittorio Vialli.<br />
Alla serata di inaugurazione, che si svolgerà a partire dalle ore 19, saranno presenti, oltre agli Autori e ai rappresentanti delle varie Associazioni, il Vicesindaco Joele Risaliti e la Filarmonica Giuseppe Verdi di Impruneta.<br />
Al termine dell’inaugurazione verrà offerto un piccolo buffet-aperitivo.<br />
Sinossi della mostra Il Coraggio del “NO”<br />
Che valore può avere un “NO”? Quello che pronunciarono gli oltre 600.000 militari italiani che si rifiutarono di aderire al nazifascismo, sicuramente aveva un valore altissimo. Un valore di “libertà”, che pagarono sulla loro pelle con la prigionia e in molti casi con la morte.<br />
Quelle di questa mostra sono due storie d&#8217;internamento, narrate attraverso gli sguardi e i ricordi dei nipoti di chi fece quella scelta così coraggiosa. C’è la storia di Elio e quella di Mariano.<br />
Elio fu catturato a Milano, quando era ancora militare, e costretto prigioniero prima in Polonia, poi in Germania. Elio aveva con sé un diario, pezzi di carta, e su quelle pagine fissò la memoria di scene atroci e vita quotidiana da prigioniero. Suo nipote, Yuri, dopo oltre 60 anni è tornato in quegli stessi luoghi, da uomo libero, e ha provato a raccontare la storia di suo nonno attraverso lo sguardo della sua macchina fotografica, trasferendo in immagini una storia di sofferenza ma anche di speranza.<br />
Poi c’è la storia di Mariano che fu catturato in Grecia con il suo reggimento, disarmato, fatto prigioniero dai tedeschi e prima internato nel Lager di Sandbostel e poi a Kiel.<br />
Uomo di forte tempra, solare e positivo, non ha mai perso la speranza, nonostante le sofferenze patite di poter tornare vivo a casa e di un futuro di pace.<br />
Sua nipote, Ilaria, ha iniziato quattordicenne un percorso di studio personale su internamento e deportazione non solo per un bisogno di comprendere la storia ma anche e soprattutto per capire come essa influenzi il nostro presente ed il futuro e per permettere alla memoria delle atrocità passate di rimanere viva e di insegnare alle giovani generazioni i valori che suo nonno ha trasmesso a lei.</p>
<p>Infine, completano la mostra un’introduzione alla storia degli I.M.I. curata dall’ANRP (Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia, dall&#8217;Internamento e dalla Guerra di Liberazione e loro familiari) e un breve video con fotografie d’epoca di Vittorio Vialli, il terzo I.M.I. di questa mostra e, se volete, la terza storia di un coraggioso “NO”.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.8settembre1943.info/main/il-coraggio-del-no/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Resistere senz’armi</title>
		<link>https://www.8settembre1943.info/main/resistere-senzarmi/</link>
		<comments>https://www.8settembre1943.info/main/resistere-senzarmi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 15:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/main/?p=220</guid>
		<description><![CDATA[Vi segnaliamo questa iniziativa organizzata dall&#8217;IVESER Sabato 18 gennaio, ore 10.45 Torre di Porta Nuova, Arsenale di Venezia Inaugurazione mostra storico/documentaria Resistere senz’armi Storie di Internati Militari Italiani nel Terzo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/Manifesto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-221" title="Manifesto" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2014/01/Manifesto-270x300.jpg" alt="" width="270" height="300" /></a></div>
<div>Vi segnaliamo questa iniziativa organizzata dall&#8217;<a href="http://iveser.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=1078&amp;Itemid=13" target="_blank"><strong>IVESER</strong></a></div>
<div><strong>Sabato 18 gennaio, ore 10.45</strong></div>
<div><strong> Torre di Porta Nuova, Arsenale di Venezia</strong></div>
<div></div>
<div>Inaugurazione mostra storico/documentaria</div>
<div><strong>Resistere senz’armi</strong></div>
<div><em>Storie di Internati Militari Italiani nel Terzo Reich (1943-1945) </em></div>
<div></div>
<div>in apertura</div>
<div align="justify"><em>Come branchi di zebre… Gli Internati Militari Italiani testimoni straordinari della Shoah</em></div>
<div align="justify">di e con <strong>Francesca Gallo</strong> ed <strong>Erika Lorenzon</strong></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">La mostra sarà visitabile fino al <strong>26 gennaio 2014</strong></div>
<div align="justify">Apertura al pubblico:</div>
<div align="justify">19, 24, 25, 26 gennaio ore 10.00-17.00</div>
<div align="justify">20, 21, 22, 23 gennaio ore 15.00-17.00</div>
<div align="justify">visite guidate su appuntamento per scuole, gruppi, associazioni</div>
<div align="justify">Dal 3 febbraio 2014 la mostra sarà esposta alla Casa della Memoria (Villa Hériot, Giudecca-Zitelle)</p>
<p>Per arrivare da P.le Roma e Ferrovia linea Actv 5.2, fermata Bacini; dalle Fondamente Nove anche linea 4.2, fermata Bacini</p></div>
<div align="justify"></div>
<div align="justify">Informazioni e prenotazioni</div>
<div align="justify">041 5287735</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.8settembre1943.info/main/resistere-senzarmi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;eccidio dei sei generali a Zelichowo</title>
		<link>https://www.8settembre1943.info/main/124/</link>
		<comments>https://www.8settembre1943.info/main/124/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2012 11:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Trionfi]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Trionfi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.8settembre1943.info/main/?p=124</guid>
		<description><![CDATA[Questo è il resoconto del viaggio in Polonia fatto da Maria Trionfi in occasione della celebrazione dell’8 luglio 2012 a Zelichowo,  luogo dell’eccidio di sei generali italiani: Carlo Spatocco; Emanuele...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/IMG_2468.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-126" title="IMG_2468" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/IMG_2468-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>Questo è il resoconto del viaggio in Polonia fatto da Maria Trionfi in occasione della celebrazione dell’8 luglio 2012 a Zelichowo,  luogo dell’eccidio di sei generali italiani: Carlo Spatocco; Emanuele Balbo Bertone di Breme; Alberto Trionfi; Alessandro Vaccaneo; Giuseppe Andreoli; Ugo Ferrero avvenuta il 28 gennaio 1945.</p>
<p><em>&#8220;Sono partita da Roma il 7 luglio con un volo Lufthansa delle ore 14,45. Sono arrivata a Berlino alle ore 16,55. Ho immediatamente trovato Padre Artur Katolo che era venuto a prendermi con la sua macchina. Abbiamo percorso più di duecento chilometri e siamo andati a prendere il parroco di Zelichowo, Padre Zbigniew Stoltman che ci ha fatto strada per l’agriturismo dove abbiamo cenato. Poi Padre Artur e il parroco sono andati via ed io sono stata guidata alla mia camera che era situata in una piccola casetta ai margini del bosco. Una casetta tutta per me. </em><br />
<em>L’indomani mattina alle 9.00 Padre Katolo è passato a prendermi e ci siamo recati alla casa parrocchiale di Zelichowo. La chiesetta è molto piccola perciò Padre Zbigniew aveva predisposto l’altare e le sedie fuori dalla chiesa. C’erano bandiere italiane e polacche piantate su di un supporto con dei garofani bianchi e rossi davanti alla grande croce in rilievo che si trova sulla facciata della chiesa stessa. Attaccato all’altare c’era un foglio con la riproduzione delle fotografie dei sei generali italiani (con i rispettivi nomi)  che io avevo pensato a far riprodurre con l’aiuto di Stefano Caccialupi dal libro di Carlo Unia: Lager 64/Z – Un altro volto della Resistenza – edizione dell’Ateneo &amp; Bizzarri, Roma, 1977. </em><br />
<em>Mentre eravamo in attesa nella casa parrocchiale ho incontrato lo storico del paese, Tadeusz Wachowiak, che aveva conosciuto fra l’altro Jan Witka che era stato testimone oculare dell’eccidio e che io avevo incontrato nel 1975 nella mia visita sul luogo dell’eccidio. Con lui e con Padre Artur che mi faceva da interprete siamo andati sul luogo dove  si trovava la stalla (ora non c’è più e non c’era già più nemmeno nel 1975)  dove i diciassette generali avevano dormito nella notte fra il 27 ed il 28 gennaio 1945 e  la strada che avevano percorso, indicandomi via via il posto dove ciascuno di loro era caduto. Il generale Giuseppe Andreoli era caduto già un po’ fuori del paese e mi hanno mostrato la foto di quando gli abitanti del luogo hanno fatto un funerale con la sua salma, riportandola al cimitero dove erano sepolti già gli altri. Mentre del generale Ugo Ferrero non fu mai possibile ritrovarne il corpo.</em></p>
<p><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/Trionfi_Polonia02.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-128" title="Trionfi_Polonia02" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/Trionfi_Polonia02-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
<em>Siamo andati anche a dire una preghiera sulla tomba di Jan Witka, in ricordo della sua testimonianza.   </em><br />
<em>La cerimonia è cominciata alle 12.00 per dare modo al vice ministro Jacek Polanczyk del Ministero dei Combattenti di arrivare da Varsavia insieme con Ludwik Misiek ufficiale veterano dell’armata di Wladyslaw Anders. </em><br />
<em>Erano anche presenti il sindaco di Wiellen: Zbigniew Stochaj, il sindaco di Krzyz Wlkp: Zygmunt Jasiewicz, nonché il vice prefetto della provincia di Trzcianka-Czarnkow: Tadeusz Teterus. </em><br />
<em>Padre Artur ha letto il messaggio che aveva inviato il nostro Ambasciatore a Varsavia, Riccardo Guariglia.</em><br />
<em>Durante le messa hanno parlato lo storico, Tadeusz Wachowiak, oltre ovviamente al parroco.</em><br />
<em>Alla fine della cerimonia ha preso la parola il vice ministro Jacek Polanczyk, lo storico Tadeusz Wachowiak e poi io con la traduzione estemporanea di Padre Artur.</em><br />
<em>Jacek Polanczyk mi ha poi conferito la medaglia “PRO MEMORIA”.</em><br />
<em>Molto commovente è stata poi la fila di tutti i sindaci del luogo che recavano corone di fiori alla grande croce dove si trovavano anche le due bandiere, polacca ed italiana. Mi è molto dispiaciuto non aver avuto la possibilità di predisporne una anche io da parte dell’A.N.E.I., ma essendo arrivata la sera prima alle 22.00 era stato impossibile</em><br />
<em>C’era ovviamente tutta la popolazione di Zelichowo; molte signore, più anziane, avevano le lacrime agli occhi, molti sono venuti a stringermi la mano alla fine della cerimonia. </em><br />
<em>Sono stata poi chiamata da cronisti della radio per un’intervista: alcune domande sulla storia dei generali e su di me, sempre attentamente tradotte simultaneamente da Padre Artur. </em></p>
<p><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/Trionfi_Polonia03.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-129" title="Trionfi_Polonia03" src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/Trionfi_Polonia03-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
<em>Lo storico, Wachowiak, mi ha chiesto copia del libro di Carlo Unia, nonché, ove possibile, anche del libro che lo storico Jacek Wilczur; anche lui polacco,  ha scritto: “Le tombe dell’Armir”, Mondadori, 1987 che è introvabile in Polonia, perché vorrebbe scrivere un libro sulla vicenda. Mi ha anche detto che mi darà l’indirizzo dove richiedere la documentazione polacca sulla vicenda. Non può richiederla di persona perché deve essere un familiare a farlo.</em><br />
<em>Alla cerimonia è seguito un pranzo offerto dal sindaco nell’agriturismo. Ho potuto parlare con Jacek Polanczyk (era l’unico con cui potevo parlare senza l’aiuto dell’ottimo padre Artur dato che potevamo parlare in inglese). Il sindaco mi ha fatto sapere che desidererebbero costruire sul luogo e lasciare alla cura del locale liceo una stele-ricordo dei sei generali nonché delimitarne  il loro percorso nel paese.</em><br />
<em>Il lunedì 9 alle ore 6.00 è venuto a prendermi padre Artur, mi ha riportato a Berlino da dove ho preso un aereo per Francoforte e la coincidenza per Roma.</em><br />
<em>Sono rientrata a casa verso le 18.00, molto stanca ma anche molto contenta per tutto quello a cui avevo partecipato. Ma devo confessare di aver sentito molto la mancanza di una partecipazione più attiva dell’Italia, c’era solo la mia presenza, che non è davvero molto&#8221;.</em> Di <strong>Maria Trionfi. </strong></p>
<p>Qui potete vedere l&#8217;articolo sulla stampa locale. <a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/12/zelichowo-2012.pdf">zelichowo 2012</a></p>
<p>Abbiamo parlato di <a href="http://www.8settembre1943.info/main/?p=33" target="_blank"><strong>Alberto Trionfi</strong> qui.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.8settembre1943.info/main/124/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
