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	<title>8 settembre 1943 &#187; Video</title>
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	<description>IMI Internati Militari Italiani, con questa sigla comincia l&#039;odissea di oltre 700.000 soldati italiani dopo l&#039;8 settembre 1943.</description>
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		<title>Ho scelto la prigionia &#8211; il documentario</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2016 09:48:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Approfondimenti]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>

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		<description><![CDATA[HO SCELTO LA PRIGIONIA diario di un Internato Militare Italiano in onda su Rai Storia soggetto, sceneggiatura e regia Francesco Conversano, Nene Grignaffini una produzione Rai Cultura realizzato da Movie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>HO SCELTO LA PRIGIONIA<br />
diario di un Internato Militare Italiano<br />
in onda su <strong>Rai Storia</strong></p>
<p>soggetto, sceneggiatura e regia <strong>Francesco Conversano, Nene Grignaffini</strong><br />
una produzione Rai Cultura<br />
realizzato da Movie Movie<br />
testo e consulenza storica <strong>Luca Alessandrini</strong><br />
riprese <strong>Salvatore Varbaro</strong><br />
suono e montaggio <strong>Stefano Barnaba</strong><br />
con <strong>Silvana Vialli e Bruno Vialli, Marco Ficarra, Francesco Guccini, Alberto Guareschi, Mariarosa Pancaldi, Luisa Raffaelli, Mario Avagliano, </strong></p>
<p><strong>Comunicato stampa di RaiStoria</strong><br />
Dopo l’8 settembre 1943, decine di migliaia di ufficiali, sottufficiali e soldati italiani vennero catturati dai tedeschi che erano stati, fino a quel momento, i loro alleati. Oltre settecentomila furono i deportati in Germania e in Polonia, in ventimila morirono nei campi di prigionia. A loro &#8211; gli lnternati Militari ltaliani &#8211; è dedicato il documentario “Ho scelto la prigionia”, firmato da Francesco Conversano e Nene Grignaffini, in onda mercoledì 13 gennaio alle 22.30 su Rai Storia. “Fu il prezzo drammatico pagato al fascismo e alle sue volontà di potenza e al contempo, il primo momento di resistenza” per la successiva scelta dei militari di rimanere prigionieri in Germania, ha scritto la storica Rossella Ropa. Durante la prigionia i tedeschi sottoposero i militari italiani a un trattamento punitivo, la cosiddetta “alimentazione proporzionata alla produttività” riducendoli, denutriti, al limite dello sfinimento. Il campo di concentramento diventò così per ognuno di loro il luogo della lotta per l’affermazione della dignità umana prima ancora di quella dell’essere soldati, il luogo in cui salvaguardare la propria identità, una sorta di luogo in cui praticare “l’educazione alla democrazia”, il momento in cui elaborare la crisi morale e materiale del proprio Paese, gli errori e le colpe del fascismo.<br />
Filo conduttore del documentario sono le immagini fotografiche scattate clandestinamente dal tenente Vittorio Vialli. Durante l’internamento, Vialli diventa una sorta di “fotografo clandestino” che gode della solidarietà dei compagni di prigionia e realizza una sorta di “reportage”, unico in tutta Europa. Sono quattrocentocinquanta scatti fotografici, sviluppati e stampati solo alla fine della guerra, all’interno dei quali è evidente un suo personale sguardo e “punto di vista” estetico e formale sull’avvenimento fotografato. La documentazione fotografica comincia il primo giorno della sua cattura, l’8 settembre del ‘43, e termina il giorno della sua liberazione, quando ritorna in Italia nel settembre del ‘45 e scatta l’ultima foto al Brennero.<br />
Attraverso le foto di Vialli, rivive la triste vicenda comune a centinaia di migliaia di prigionieri italiani; le sue fotografie raccontano la vita quotidiana dei soldati durante la prigionia, dalla lotta per la sopravvivenza fino al loro ritorno a casa.<br />
Il racconto è arricchito dai frammenti dei diari scritti da militari internati nei lager tra cui quello di Giorgio Raffaelli e dello scrittore Giovanni Guareschi, compagno di prigionia di Vialli. Le immagini di repertorio dei campi di prigionia e della guerra, saranno un altro elemento di testimonianza di quella drammatica esperienza. Infine gli interventi di illustri storici e le testimonianze di alcuni familiari degli ex-internati, contribuiranno alla “ricostruzione” della memoria della vicenda.</p>
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		<title>Egisto Gentili</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Nov 2012 08:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Egisto Gentili]]></category>
		<category><![CDATA[IMI]]></category>

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		<description><![CDATA[Il soldato Gentili Egisto nasce a Cesena il 13 Marzo 1921. Con lo scoppio della guerra viene arruolato come motociclista ed inviato dapprima a Trieste e poi, nel 1942, in...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/2011/10/egisto-gentili/gentili/" rel="attachment wp-att-1060"><img class="alignleft size-medium wp-image-1060" title="Gentili" src="http://www.8settembre1943.info/wp-content/uploads/2011/10/Gentili-225x300.jpg" alt="Gentili" width="225" height="300" /></a>Il soldato Gentili Egisto nasce a Cesena il 13 Marzo 1921.<br />
Con lo scoppio della guerra viene arruolato come motociclista ed inviato dapprima a Trieste e poi, nel 1942, in Jugoslavia dove si trova coinvolto nelle vicende dell’8 settembre 1943.<br />
In seguito alla firma dell’armistizio, l’11 settembre 1943 viene condotto a tradimento assieme ai compagni a Pola.<br />
Disarmato e trasportato in vagoni piombati partiti da Venezia alla volta dei confini con la Lituania comincia la sua vita da internato nelle baracche e nelle fabbriche al servizio del III Reich in Polonia.<br />
Liberato dall’esercito Russo nell’ottobre 1945, sopravvissuto malamente all’internamento, nel Novembre 1945 rientra in Patria dove riabbraccia la famiglia e comincia una nuova vita da uomo libero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/c1L5fMYBFTw?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/c1L5fMYBFTw?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Elvio Bottalivo</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2012 11:33:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Biografie]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[Elvio Bottalico]]></category>
		<category><![CDATA[Oflag 83]]></category>
		<category><![CDATA[Wietzendorf]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/11/Bottalico.jpg"><img src="http://www.8settembre1943.info/main/wp-content/uploads/2012/11/Bottalico-300x225.jpg" alt="" title="Bottalico" width="300" height="225" class="alignleft size-medium wp-image-112" /></a><br />
Il Tenente Elvio Bottalico nasce a Bari il 1° Gennaio 1917.<br />
Destinato in Grecia, l’8 settembre 1943 si trova a Corfù dove, appreso dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le truppe alleate, viene subito disarmato dall’esercito tedesco e tradotto assieme ai compagni nelle terre del Reich.<br />
Qui inizia la sua odissea di internato nei campi destinati agli Ufficiali. Resterà fedele, non prestando alcuna collaborazione con le autorità tedesche,  al giuramento prestato, sino all’Agosto 1945, allorquando verrà liberato dagli Alleati dal campo di Wietzendorf- Oflag 83.</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/P67M5RVHpVA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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