8 settembre 1943

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario

27 gennaio giornata della memoria

c1e7b1f801564f5798858b523f63c1b8Per il 27 gennaio, giornata dedicata alla memoria sono tante le iniziative. Molte dedicate agli IMI che, come abbiamo più volte scritto, solo da pochi anni ricevono un giusto riconoscimento. Nell’articolo sotto abbiamo pubblicato una relazione scritta dal medico militare Gualtiero Marello sulla condizione di salute dei militari deportati.

Qui diamo la notizia della nuova collana “Filo spinato” dedicata alle biografie degli IMI per la casa editrice Marlin a cura di Mario Avagliano e Marco Palmieri. Autori del libro Internati Militari Italiani.

Sul blog di Marco Ficarra potete leggere di alcune iniziative sugli IMI, sul libro Stalag XB e sulle foto di Vittorio Vialli con gli studenti liceali di Budrio, Bologna.

Qui abbiamo dato notizia del libro scritto da Laura Fano sul nonno IMI. “Chi oltrepassa viene ucciso“. Laura Fano ha recentemente scritto una lettera all’attenzione dell’Assessore Silvia Godelli della Regione Puglia per la mancata attenzione al tema degli IMI in occasione della giornata della memoria. L’Assessore ha risposto chiedendo proposte in occasione della ricorrenza del prossimo anno. Fatevi promotori come ha fatto Laura Fano di porre all’attenzione delle istituzioni locali il tema della deportazione dei militari italiani.

Segnalateci altre iniziative e mandateci le biografie da pubblicare sul sito. prossimamente la biografia di Luigi Baldan e la segnalazione del nuovo libro su Trinchieri Pompilio, Gli zoccoli di Steinbruck. Peripezie di un bersagliere tra guerra e lager.

Scrivete a info@8settembre1943.info

Relazione sulle patologie da internamento di Gualtiero Marello

Libro Gualtiero MarelloIl Tenente Medico Gualtiero Marello (astigiano, 1906-1971), in forza alla Divisione Casale, fu catturato ad Agrinion in Grecia dopo l’8 settembre, e senza mai aderire alla Rsi né collaborare in alcun modo con i tedeschi, continuò ad esercitare la professione a beneficio dei militari italiani nei lazzaretti dei “non aderenti”. Dal suo diario segreto, casualmente ritrovato dal figlio, è stato realizzato un libro (G. Marello, Prigioniero 589: Appunti di prigionia di un tenente medico, a cura di A. Marello, Casa ed. Espansione Grafica, Asti 2002) che costituisce una testimonianza di prim’ordine sull’internamento.

Per il tenente Marello il problema dell’adesione non si pone neppure, tanto è irreversibile la sua presa di posizione: «Medico e basta». Nelle sue infermerie – nel Dulag 135 di Atene, nel campo n. 2 e nell’ospedale 536 – entra tutto l’esercito italiano, consentendo al medico di venire a conoscenza delle vicende armistiziali nelle diverse zone dei Balcani e delle isole. Arrivano i resti della Divisione Acqui, preceduti da particolari misure di sicurezza affinché nessuno possa comunicare con loro: «Dire l’impressione che mi fanno è impossibile. Dire le condizioni in cui si trovano è, per quanto mi sforzi, sempre al di sotto del reale».  Arrivano i reduci dalle altre isole: taluni – come quelli di Rodi – letteralmente venduti ai tedeschi da pochi ufficiali superiori fanatici. Marello raccoglie i racconti dei reduci dei vari fronti, e annota le sevizie praticate dai tedeschi: «Ad Agrinion gli italiani si sottopongono a questa prova: a regione glutea scoperta, piegati sulle gambe, sopra un recipiente pieno d’acqua gelata; le braccia sono distese e devono sorreggere in equilibrio un pesante bastone. I tedeschi che presiedono a tali sedute godono di una gioia matta per l’immancabile tuffo nel recipiente». I soldati provenienti dal campo di Titorrea, affidato alla custodia dei liberi arabi, gli confidano invece con terrore le violenze sessuali subite nei gabinetti. Marello, pur predisposto per missione professionale alla comprensione, è sempre netto nei giudizi, e non salva ufficiali superiori pavidi, cappellani licenziosi, propagandisti fascisti. Soprattutto non sopporta che dopo l’arrivo degl’inglesi tutti i gatti ritornino neri, e gli ex aderenti siano i primi a farsi passare per resistenti: «Chi ha pianto ha pianto, chi ha goduto ha goduto – chiosa Marello – La sofferenza, non lo ripeterò mai a sufficienza, che il prigioniero ha veramente sofferto è stata ancora una volta ironicamente beffata dalla vita goduta, spregiudicata e viziosa». Nel novembre scorso la città di Asti ha intitolato a Gualtiero Marello il parco della Rimembranza di San Marzanotto.

Di seguito pubblichiamo un’interessante relazione inedita del dott. Marello sulle sindromi da carenza alimentare: si tratta di un ulteriore contributo – redatto nel periodo immediatamente successivo al rimpatrio e oggi custodito nell’archivio famigliare privato del dott. Alberto Marello – che si aggiunge alla letteratura clinica sulle patologie da internamento, consentendo un più esatto inquadramento scientifico delle sofferenze patite dagli internati militari italiani.

Da “Qui si muore di fame“- di Alessandro Ferioli – pubblicato su ARCHIVIO TRENTINO n.1 – 2006.

Scarica la relazione

Relazione sulle patologie da internamento

Filo spinato, memorie di guerra e di prigionia

MARLIN+ho+scelto+il+lagerGrazie all’opera degli storici Mario Avagliano e Marco Palmieri, autori del libro sugli IMI, esce per la Marlin Editore una collana chiamataFilo spinato. Memorie di guerra e di prigionia dedicata alle memorie di internati militari.

Il primo volume è “Ho scelto il lager. Memorie di un internato militare italiano” di Aldo Lucchini, all’epoca sergente di fanteria in Grecia.

Come leggiamo dal blog di Mario Avagliano “Le memorie di Aldo Lucchini offrono un prezioso spaccato dell’esperienza dei circa 650 mila ufficiali e soldati che, catturati dai tedeschi, nonostante i ricatti e le minacce subite, rifiutarono in massa il fascismo, la sua guerra e la sua nuova forma istituzionale della Repubblica Sociale Italiana.
Questi militari pagarono il loro «no» con la deportazione nel Reich e circa venti mesi di prigionia e lavoro coatto nei Lager nazisti, non come prigionieri di guerra ma con la qualifica di Internati Militari Italiani, voluta da Hitler e sconosciuta al diritto internazionale (e quindi non soggetta alle sue tutele). Una vicenda individuale che – per la drammaticità e durezza della detenzione nel sistema concentrazionario nazista, la difficoltà delle scelte compiute e il loro valore di autentica resistenza – ci restituisce una fotografia assai nitida di quel particolare momento storico e del sacrificio di una intera generazione di italiani, affrontato per la rinascita della Patria, dopo il fascismo e la dittatura.

I volumi pubblicati nella collana “Filo spinato. Memorie di guerra e di prigionia” sono disponibili in alcune librerie specializzate (tra cui la Libreria militare Ares a Roma e la Libreria militare a Milano).
I lettori interessati possono acquistarli, oltre che sul sito internet www.marlineditore.it, sui principali portali dedicati all’editoria.”

Sappiamo che è già in preparazione il secondo volume della collana, appenà verrà pubblicato ve lo segnaleremo.

Chi oltrepassa viene ucciso.

LauraFanoStoria dimenticata di una prigionia negata. Di Laura Fano.

Questo è il libro scritto da Laura Fano sulla storia del nonno Mario Fano, IMI anche lui. Una storia recuperata grazie alla tenacia dell’autrice che ha ricostruito attraverso le lettere, che il nonno inviava alla famiglia, la drammatica vicenda dell’internamento. Il libro è un’occasione per conoscere la storia degli IMI attraverso il bel racconto che l’autrice ha realizzato.

Il libro verrà presentato a Bitonto in Puglia, paese dell’autrice, l’8 ottobre interverranno: Sabrina Frontera, A.N.E.I. Roma | Don Ciccio Savino | Giovanni Schiavoni, Ordine Avvocati Bari | Sergio Pasculli De Angelis, Presidente A.N.C.R. Bitonto | Raffaele Valla, Sindaco di Bitonto | Sara Achille, Assessore alla Cultura
modera:
Antonio Stornaiolo, Attore e Giornalista

Il libro è pubblicato da Edizioni Raffaello, via R. Pasculli 62 – 70032 Bitonto. Bari.

Lo potete richiedere alla libreriaraffaello@libero.it

Egisto Gentili

GentiliIl soldato Gentili Egisto nasce a Cesena il 13 Marzo 1921.
Con lo scoppio della guerra viene arruolato come motociclista ed inviato dapprima a Trieste e poi, nel 1942, in Jugoslavia dove si trova coinvolto nelle vicende dell’8 settembre 1943.
In seguito alla firma dell’armistizio, l’11 settembre 1943 viene condotto a tradimento assieme ai compagni a Pola.
Disarmato e trasportato in vagoni piombati partiti da Venezia alla volta dei confini con la Lituania comincia la sua vita da internato nelle baracche e nelle fabbriche al servizio del III Reich in Polonia.
Liberato dall’esercito Russo nell’ottobre 1945, sopravvissuto malamente all’internamento, nel Novembre 1945 rientra in Patria dove riabbraccia la famiglia e comincia una nuova vita da uomo libero.

Elvio Bottalico

BottalicoIl Tenente Elvio Bottalico nasce a Bari il 1° Gennaio 1917.
Destinato in Grecia, l’8 settembre 1943 si trova a Corfù dove, appreso dell’armistizio sottoscritto dall’Italia con le truppe alleate, viene subito disarmato dall’esercito tedesco e tradotto assieme ai compagni nelle terre del Reich.
Qui inizia la sua odissea di internato nei campi destinati agli Ufficiali. Resterà fedele, non prestando alcuna collaborazione con le autorità tedesche,  al giuramento prestato, sino all’Agosto 1945, allorquando verrà liberato dagli Alleati dal campo di Wietzendorf- Oflag 83.

IMI, la rimozione collettiva

Con un articolo sul sito noicimettiamoilbecco Marco Ficarra, autore di Stalag XB ha parlato della rimozione collettiva dalla storia della resistenza del ruolo degli internati militari italiani. Il ruolo di protagonista assoluto e unico è stato lasciato al combattente partigiano cancellando totalmente i soldati italiani nei lager nazisti. Nell’articolo si parla delle cause di questa rimozione senza farne una gara di protagonismo tra diversi resistenti uniti dall’obbiettivo comune di vedere sconfitto il nazismo e arrivare alla fine della guerra. Se ne parla per mettere in luce quello che ancora oggi non emergenze con forza nell’opinione pubblica.

Un ritrovamento importante!

IMG_2090Nelle foto potete vedere la tomba di Gioacchino Virga, fotografata da Martina Wagemann che abbiamo incontrato durante il viaggio intrapreso nel 2010 sulle tracce di Gioacchino Virga e Vittorio Vialli. A distanza di un anno, da quel viaggio, il cerchio si è chiuso. Siamo riusciti a rintracciare il nostro Gioacchino Virga. Come lui, tanti sono i cerchi da chiudere i fili interrotti della memoria. Questo sito è dedicato a tutti gli IMI dimenticati. Cliccando sull’immagine “unastoriainviaggio” in alto a destra potete visitare il sito dedicato al viaggio del 2010. Mentre nella colonna categorie potete trovare tutti i link del viaggio così come sono stati pubblicati giorno per giorno.

Di Gioacchino Virga sapevamo solo che era morto in Germania ma non avevamo idea del luogo dove era sepolto, il  ritrovamento è avvenuto grazie alla ricerca di Martina, che ringraziamo insieme a Debora e Giovanni Frisone che hanno contribuito a riempire i tasselli di questa storia dimenticata con la scoperta dell’ultimo lager dove Gioacchino Virga morì. In tanti scrivono al nostro sito per chiedere informazioni sulla storia degli IMI e su come recuperare notizie dei loro cari dispersi. Abbiamo intenzione di dedicare una sezione proprio a queste ricerche e permettere a tutti di partecipare per scambiare informazioni in merito. In alcune foto del cimitero si leggono altri nomi, probabilmente anche loro non sono stati rintracciati dai parenti. Il cimitero è ad Amburgo.

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Raccolta dei diari e delle lettere IMI

Foto di Vittorio Vialli

Foto di Vittorio Vialli

I due storici, Mario Avagliano e Marco Palmieri, autori del libro sugli IMI edito da Eimaudi hanno lanciato la proposta di raccolta dei diari e delle lettere degli IMI per avviare una collana di diari e memorie degli IMI e della seconda guerra mondiale da pubblicare con Marlin Editore. Se siete interessati a proporre i documenti dei vostri parenti, contattateli alla seguente mail – mario_avagliano @ yahoo.it – (eliminate lo spazio prima e dopo la chiocciola, precauzione contro lo spam). Noi sosteniamo con molto piacere questa iniziativa.

Una storia in viaggio!

“Il viaggio in macchina è stato meno pesante del previsto, abbiamo chiacchierato a lungo…” con queste parole cominciava il diario di viaggio, che un anno fa abbiamo intrapreso sulle tracce di Gioacchino Virga, Vittorio Vialli, e di tutti gli IMI (Internati Militari Italiani a cui è dedicato questo sito). Che abbiamo raccontato su questo blog. Nel sito unastoriainviaggio.org potete riviverlo sfogliando i nostri taccuini dei disegni, delle foto, dei video, e dei nostri pensieri. Buon 25 aprile. Mario, Silvana, Gisella, Bruno, Marco.

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